Sentenza del Tribunale di Amsterdam del 20.7.2022

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Nei Paesi Bassi, le richieste dei nostri clienti si trovano nella terza ondata di querelanti. Questo ci permette di seguire lo sviluppo del caso per i due gruppi di querelanti che saranno processati davanti a noi e di prepararci al meglio.

I nostri avvocati olandesi stanno quindi seguendo le sentenze del tribunale di Amsterdam e valutando cosa significhino per noi le conclusioni della Corte. Il 20 luglio 2022, la Corte ha emesso una sentenza parziale nella prima azione collettiva, di cui si può leggere una sintesi qui di seguito.

In breve, i cartellisti non hanno difeso nessuno degli argomenti presentati alla Corte, che invece ha ripetutamente dato ragione ai ricorrenti.

La sentenza ha riguardato tre aspetti principali:

I. Ammissibilità del ricorso

Su questo punto, i cartellisti hanno contestato l’uso del modello di cessione dei crediti come forma di trasferimento della legittimazione ad agire e lo hanno definito inammissibile. Tuttavia, la Corte ha respinto questa argomentazione e ha ritenuto che non vi fossero motivi per rendere il ricorso inammissibile per questo motivo.

Questa è un’ottima notizia per noi, poiché conferma che il modello di cessione dei crediti (che è il modello che utilizziamo anche noi) può essere applicato con successo anche in questo caso.

II. Legge applicabile

In questo caso, il Tribunale di Amsterdam ha ritenuto che fosse sostanzialmente impossibile ottenere un camion nell’UE il cui prezzo non fosse influenzato dal cartello, e pertanto non si poteva affermare che il luogo in cui era stato concluso il contratto fosse l’unico in cui le relazioni concorrenziali erano state influenzate. 

Per questo motivo, la Corte ha anche ritenuto che l’applicabilità della legge olandese fosse sufficiente per tutte le parti del cartello che sono state portate davanti al tribunale olandese. La Corte ha quindi confermato che la legge olandese è quella applicabile.

III. Validità della cessione dei crediti

I membri del cartello hanno contestato la validità degli accordi di cessione tra le società rappresentative e i loro clienti. La loro argomentazione si basava sul fatto che, secondo loro, i ricorrenti non avevano presentato i documenti necessari per verificarne la validità in modo sufficientemente organizzato.

Il tribunale non ha ritenuto questa o altre obiezioni sufficientemente persuasive e non ha trovato alcuna base per dichiarare la nullità delle cessioni.

Si può quindi riassumere che, come previsto, la difesa dei cartellisti si basa principalmente su argomentazioni di supporto che non si riferiscono al danno causato. Tuttavia, la reazione del tribunale alle loro opinioni è principalmente negativa, il che rafforza significativamente la posizione sia dei ricorrenti della prima ondata sia di noi come ricorrenti della terza ondata.

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