La storia cronologica del Cartello degli Autocarri

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Il Cartello degli autocarri (relativo al fissaggio dei prezzi) è durato formalmente 14 anni dal 17.01.1997 al 18.01.2011 ed è stato svelato pubblicamente solo anni dopo, nel 2014.

L’opinione generalmente accettata nel settore è che si possono rilevare danni fino alla fine del 2016, con alcuni che vanno oltre e prevedono il 2018 come data finale, ma anche gli esperti più conservatori scommettono sul 2014.

Queste sono le tappe e gli eventi più importanti della sua storia:

  • I 6 principali produttori di camion (DAF, Iveco, MAN, Mercedes, Volvo/Renault e Scania) hanno formato un cartello nel periodo tra il 17.01.1997 e il 18.01.2011 sulla manipolazione dei prezzi a livello di “listino lordo”, sull’introduzione coordinata e ritardata di veicoli dotati di tecnologie di emissione più recenti e sul trasferimento dei costi per lo sviluppo delle tecnologie di emissione agli acquirenti.
  • La prima riunione tra i dirigenti dei produttori di autocarri si è tenuta a Bruxelles in un hotel il 17.01.1997. Il Cartello degli Autocarri fu fondamentalmente organizzato lì e questa riunione fu il punto di partenza di questo lungo periodo di cartello.
  • Tra il 1997 e il 2004 si tennero frequenti riunioni a livello di alti dirigenti, a volte in occasione di fiere o altri eventi. Questo era integrato da conversazioni telefoniche e durò per i primi sette anni del cartello.
  • Dal 2004 in poi, il Cartello è stato gestito tramite le filiali tedesche dei produttori di autocarri, con i partecipanti che generalmente si scambiavano informazioni per via elettronica. Durante questo secondo periodo i contatti tra i concorrenti sono diventati più formalizzati e i partecipanti si sono scambiati informazioni per lo più via email (ma ci sono stati anche incontri faccia a faccia, come ad esempio quello di Monaco del 4-5 luglio del 2005). 
  • Il 20.09.2010 si ritiene che questa grave violazione sia terminata per volontà MAN quando ha denunciato l’esistenza del Cartello alla Commissione UE e ha fatto domanda di annessione al programma di clemenza. MAN è stata poi esentata al 100% dal pagamento della multa imposta. È importante notare però che questo vale solo per la multa, perché MAN non era (e non poteva essere) esentata dal risarcire il danno causato ai clienti.
  • Nel gennaio 2011 la Commissione ha condotto ispezioni senza preavviso presso le sedi dei produttori coinvolti
  • Si ritiene che gli accordi illegali di fissazione dei prezzi siano terminati formalmente il 18.01.2011, data in cui sono iniziate le ispezioni, ma gli effetti sono durati per molti anni dopo.
  • Con la decisione formale della Commissione Europea del 20.11.2014 è stato aperto un procedimento preliminare contro i produttori.
  • Anche MAN, Volvo/Renault, Daimler (Mercedes) e Iveco hanno collaborato con la Commissione UE nell’ambito del programma di clemenza e hanno fornito prove che hanno aiutato a dimostrare l’esistenza del Cartello. Di conseguenza anche queste aziende hanno ricevuto multe ridotte.
  • Il 19.07.2016 la Commissione ha imposto multe record di oltre 2,9 miliardi di euro ai produttori di camion partecipanti (DAF, Iveco, MAN, Mercedes, Volvo/Renault) per aver formato un cartello di mezzi medi e pesanti. 
  • Scania non era disposta ad accettare la decisione di patteggiamento e decise di lottarvici contro. Così nel 2016 sono continuate le indagini contro Scania.
  • Il 27.09.2017 anche Scania è stata giudicata colpevole di aver violato le norme antitrust dell’UE. La multa ammontava a 880 milioni di euro. L’azienda ha presentato ricorso contro la decisione.
  • La Corte Europea ha respinto il ricorso di Scania e ha confermato la multa di 880 milioni di euro nella sua decisione del 02.02.2022.

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